Intervista a Irène Jacob
Conducted at the Venice Film Festival 1995
(From Venezia On Line)




Voci Off: Quali differenze o similitudini ha incontrato lavorando con due registi come Kieslowski e Antonioni?

Irène Jacob: Sono completamente diversi; sono, come anche Wim Wenders, grandi registi. C'e' una grande ricerca per spiegare qualcosa che sentono loro e che e' difficile da spiegare... Trovano un modo di raccontarlo che e' molto speciale, molto personale, molto sincero.

VO: Quali esperienze, al di fuori del cinema, ti hanno aiutato a diventare un'attrice migliore?

IJ: Tutto, tutto... Spesso' si dice che c'e' una netta divisione tra vita privata e vita professionale, ma per quanto riguarda il cuore e' completamente differente. Si' e' vero che una parte della vita e' piu' intima e che c'e' invece una parte professionale, ma il cuore lo senti sempre e quando c'e' qualcosa di difficile siamo tristi...quindi tutte le esperienze della vita ti servono.

VO: I dialoghi di Antonioni non sono mai facili da pronunciare, spesso suonano innaturali. Hai trovato delle difficolta' in questo senso?

IJ:Nei grandi registi ho sempre pensato che ci fosse una combinazione, anche nei film che ho visto, di profondita'e di dettagli: c'e' qualcosa di profondo nel soggetto di questo film. Mi ricordo di una scena di cui Michelangelo non era contento. Allora gli chiedo: "Devo parlare piu' forte?" "No!", "Piu' veloce?" "No!", "Devo sorridere?" "No!", "Ma allora che devo fare? Devo camminare piu'veloce?" "No".Insomma, lui voleva solo che facessi dei passi piu' grandi. Lui e'cosi': si accerta che tu abbia un bel vestito, vede quando una camicia e' bella, apprezza quando i capelli sono ben pettinati...Gli piacciono le cose solari, gioiose della vita!

a cura di Mauro Tinti




An Interview with Irène Jacob
Translated by David Beduzzi (piu1911@cdc8g5.cdc.polimi.it)


(1) What differences or similarities were there when working with directors Kieslowski and Antonioni?

IJ: They're completely different; they're, like Wim Wenders also, great directors. There's a great research to explain something they feel and is hard to explain... They find a very special way to tell it, very personal, very sincere.

(2) Which experiences, over the cinema, have helped you to become a better actress?

IJ: Everything, everything... You used to say that there's a distance between the private and professional life, but for your heart it's completely different. Yes, it's true that one part of life is innermost and there's a professional part, but your heart you always feel it and when something goes wrong you're sad... so all experiences in life are useful.

(3) Antonioni's dialogues are never easy to be pronounced, they often sound unnatural. Did you have any problems with this?

IJ: With the great directors I always thought there's a combination (also in the movies I've seen) of deepness and details: There's something deep in this movie's subject. I remember a scene Michelangelo wasn't happy with. So I asked him: "Do I have to speak louder?" "No!", "Faster?" "No!", "But what do I have to do? Walk faster?" "No!". He just wanted me to make bigger steps. That's the way he's made: he wants be sure you wear a pretty dress, notices when a shirt is beautiful, appreciates when your hair is well combed... He likes the sunny, joyful things in life!




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